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Le pagelle del Cariparma-SiGrade Volley, vittoriosa contro Busnago

Purtroppo, essendo stato impegnato tutto il fine settimana e anche lunedì non sono riuscito a scrivere niente sul fine settimana dello sport di Parma. Per mia fortuna le pagelle del volley mi sono arrivate puntuali, e come al solito il “nostro” Jack Bauer, si lascia leggere che è un piacere.

GIORIA 7: Con una ricezione deficitaria, è costretta a fare gli straordinari in regia. Deve correre da una zona all’altra del campo, ma nonostante questo serve buoni palloni alle proprie attaccanti. In una partita tirata in ogni parziale, riesce a rimanere lucida e optare per le scelte migliori.

CONTI  5: Prova decisamente incolore quella della capitana argentina, che non riesce a entrare in partita e trovare continuità in attacco. Busnago fa buona guardia sui suoi attacchi, e mister Micoli è costretto a toglierla dal campo al posto della connazionale Brussa. Mercoledì sera con Roma si attende un suo riscatto.

CROZZOLIN  7: In attacco è una prova che offre alti e bassi quella della centrale trevigiana, mentre a muro il suo contributo è da applausi. Ne firma ben 5 a fine partita. E’ decisiva sia nel primo parziale (suo è il muro del 26-24), che nel finale di gara, dove mette a terra una fast ed un muro che regalano i tre punti al Cariparma SiGrade.

ELLI  6 : Domenica scorsa contro Chieri forse ci aveva abituati troppo bene… Con una ricezione troppo spesso staccata da rete, non riesce a mettersi molto in mostra. Prova allora a dare il suo contributo a muro, il suo miglior fondamentale, firmandone 3 che risultano utili alla causa ducale.

Alice Santini 1SANTINI  7.5 (la migliore): Mister Micoli premia la sua buona prova contro Chieri lanciandola nello starting six. Lei ripaga la fiducia alla grande, rivelandosi decisiva in più di un’occasione. Nel primo set è letteralmente indiavolata ed è lei a propiziare la super rimonta parmigiana: con Parma sotto 22-24, firma 3 punti consecutivi (1 attacco e 2 muri) che ribaltano la situazione. E’ il principale punto di riferimento della alzate di Gioria, che non esita ad affidarsi al suo braccio per la maggior parte delle occasioni più intricate. Lei risponde con 21 punti, giocando da vera trascinatrice. Unica pecca: una ricezione non sempre precisa.

SENKOVA  6.5: E’ il principale bersaglio delle battute milanesi, che la cercano costantemente. Jana soffre in questo fondamentale, ma in compenso si rifà in più di un’occasione nel suo fondamentale migliore: l’attacco. Non è super come in altre partite, ma la vittoria del secondo set (dove firma il muro del 24-23 e l’attacco del definitivo 25-23) porta decisamente la sua firma.

SACCO  6 : Il voto è una media tra la solita prestazione positiva in difesa, e quella invece da rivedere in ricezione. Il libero perugino questa volta non è sempre preciso in quest’ultimo fondamentale, e sembra pagare il generale stato di difficoltà della squadra.

BRUSSA 6.5 : Con Micoli che sceglie Santini come titolare, lei attende con calma il suo momento in panchina. Dal secondo set viene gettata nella mischia al posto di una spenta Conti, ed il suo ingresso dà una scossa importante alla squadra. Giocando da opposto non deve preoccuparsi della ricezione e può scatenarsi in attacco.

GIBERTINI  5: Questa volta la “Gibi” non svolge il suo compito nel migliore dei modi. Entrata in campo per risollevare una ricezione latitante, commette tre errori che peseranno tantissimo nel terzo parziale. A sua giustificazione il fatto di aver saltato oltre una settimana di allenamenti.

CORNA 6.5: Chiamata in causa nel finale di ogni parziale per alzare il muro, la giovane alzatrice bergamasca risponde ottimamente. Stampa un muro fondamentale proprio nel finale di gara; inoltre compie una super difesa nel primo set in occasione del 26-24 parmense. Davvero preziosa.

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Il punto sulla Fulgor Fidenza di Corrado Lori

Da oggi comincia una nuova collaborazione con Corrado Lori, grande conoscitore delle minors, in special modo l’A Dilettanti. Oltre a conoscere vita morte e miracoli dei giocatori della categoria, Corrado è ha anche la capacità di analizzare le cose senza farsi prendere da facili entusiasmi o senza scadere nel catastrofismo. Godetevi la lettura…

È la mia prima scorreria su “Hang time”, un saluto – anzi, un high five! – a tutti.

Come spiegarsi una debacle come quella patita dalla Siram Fulgor a Montecatini? Più in generale, come spiegarsi un avvio di stagione come quello di Fidenza, che sembra un giro sulle montagne russe: a Verona sotto di 20, rimonta di 20, parità, sconfitta all’overtime; con Forlì sotto di 20, rimonta fino al quasi-aggancio; a Osimo sotto di 20, rimonta di 20, sconfitta all’ultimo possesso; battuta l’accreditatissima Omegna, dopo 4 giorni una legnata da Montecatini, penultima in classifica… Domenica al PalaTerme niente rimonta, ma tanto per non smentirsi: 9 nel primo quarto, 29 (!) nel secondo e poi di nuovo 9 nel terzo.

Una spiegazione ovvia potrebbe essere che la Fulgor di quest’anno, semplicemente, è balorda, cioè ha poco talento. Questa spiegazione in realtà non spiega proprio. Se sei balordo becchi 20 e non rimonti, perlomeno non ogni volta. E non batti una squadra come Omegna, che avrà tutti i problemi del mondo ma ha uomini di qualità, in grado di raddrizzare qualunque partita.

A mio parere la chiave sta in due frasi che coach Ghizzinardi ha pronunciato in momenti diversi. La prima l’ha detta alla vigilia del campionato: “Dobbiamo ancora crescere tanto come squadra”. La seconda l’ha detta proprio domenica, a caldo, dopo una prestazione che avrebbe mandato in Rianimazione (o alla Neuro) qualunque allenatore: “Nei momenti difficili perdiamo lo spirito e la fiducia”.

Sembrano le classiche frasi fatte, la versione raffinata del “possiamo vincere, perdere o pareggiare” delle interviste pallonare di metà settimana. Invece io credo che centrino benissimo il bersaglio. Provo a spiegare. La Siram di quest’anno ha alcuni problemi strutturali sotto gli occhi di tutti. Per carità, nessun intento polemico in questa affermazione – è una semplice constatazione: se il budget è limitato, e quello di Fidenza quest’anno lo è, la coperta sarà corta, e tu puoi solo scegliere da che parte tirarla, ben sapendo che inevitabilmente dall’altra resterai scoperto. Nello specifico: manca uno specialista del tiro da 3, che costringa la difesa ad aprirsi verso il perimetro; manca un “4” di ruolo, un lungo che sia veloce e agile, tipologia di giocatore molto diffusa nella categoria; in posizione di guardia si alternano due giocatori dalle caratteristiche (caratteriali prima ancora che tecniche) molto simili, il che diminuisce le possibili varianti tattiche; una buona metà del roster non ha nella difesa la sua arma migliore – e in A Dilettanti se non difendi forte prendi canestro; alcuni elementi del quintetto hanno grande potenziale ma mancano di esperienza, di “vissuto” sul campo.

Nel basket c’è una sola medicina per i limiti strutturali del roster: il lavoro di squadra. Ecco che le parole di Ghizzinardi prendono concretezza. Lavoro di squadra significa: organizzazione e preparazione per affrontare i propri limiti, lucidità nel gestire le diverse situazioni, “spirito” per rimanere uniti e aiutarsi nei momenti difficili, concentrazione per tutti i 40 minuti.

Ovvio, questo è pane quotidiano cestistico ad ogni livello, dalla NBA alla Promozione. Ma sono fondamentali se vuoi superare i limiti individuali degli uomini che hai a disposizione. Se hai Lamma-Muro-Malaventura-Gigena-Cittadini, chissenefrega dello “spirito” di squadra! Tanto questi prima o poi troveranno i 10 minuti dove fanno canestro sempre, e buonanotte. Ma se in campo hai Bonacini-Furlanetto-Cornacchione-Micevic-Magro (scritto con il massimo di rispetto e di affetto per i nostri ragazzi, di cui sono un tifoso sfegatato), atteggiamento, “spirito” e organizzazione sono tutto.

Con quali armi “di squadra” la Fulgor 2009-2010 potrebbe combattere i suoi limiti strutturali?

Primo: rapida circolazione di palla. Se non hai tiratori conclamati da 3 e il “pezzo forte” del tuo attacco è l’uno-contro-uno, a cosa serve il palleggio insistito da fermo? È un regalo alla difesa, che ringrazia e si stringe in mezzo all’area ad aspettare l’entrata. Più ribalti il fronte con rapidità, più facilmente si aprirà un varco per un uno-contro-uno, o per un tiro buono anche per un non specialista.

Secondo: dare palla dentro con continuità. Loro ci mettono in difficoltà con i 4 “leggeri”? Ok, rovesciamo il gioco, costringendo il loro lungo leggero a difendere sotto contro lunghi più alti e pesanti.

Terzo: reattività e organizzazione difensiva. Se il compagno viene battuto dal suo uomo (lo so, non deve succedere mai, ma siccome succede…) è fondamentale il tempo con cui arriva l’aiuto. Un aiuto tardivo, o un automatismo delle rotazioni non ben rodato, significano canestro preso sicuro. Il tempo giusto lo raggiungi solo con una feroce applicazione, mentale prima ancora che fisica. È una questione di organizzazione e di atteggiamento. È qui che si vede il famoso “spirito” di squadra!

Quarto: per i giovani è fondamentale l’atteggiamento dei senior. Se i senior trasmettono equilibrio e lucidità nella gestione dei momenti del match, i giovani troveranno equilibrio e lucidità. Se i senior per primi si fanno prendere dall’istintività, i giovani lo faranno ancora di più – è matematico. Nel tormentone estivo che ha spaccato in due la tifoseria fulgorina – Nanut sì, Nanut no – nessuno ha preso in considerazione questo aspetto. Il gioco di Patrick è dettato dall’istinto. Se lo inserisci in un gruppo che ha equilibrio, può diventarne il fantasioso braccio armato; se lo inserisci in un gruppo molto giovane, può essere un problema. Se poi scende lui, sale Furlanetto, che è ancora più istintivo! Risultato: Micevic gioca d’istinto a sua volta, l’attacco diventa un uno-contro-cinque fisso e la frittata è fatta. A Montecatini si è messo a giocare d’istinto persino Bonacini – chiaro che va a finire male.

Quinto (che non c’entra con i limiti ma con un pregio di questo gruppo): correre, correre, correre. Siamo in 10. Forse gli unici ad avere un decimo come Cornacchione. E siamo mediamente giovani. Allora proviamo a tirare il collo ai nostri avversari. Perché in A Dil. ci sono tanti giocatori bravi ma anche tanti “stagionati”…

Un’ultima considerazione, “cosmica”. L’esistenza di cose chiamate “organizzazione” e “spirito” di squadra, capaci di capovolgere le gerarchie tecniche e di mascherare le magagne dei singoli, di rendere forti gruppi di giocatori “normali” e deboli quintetti di campioni, è esattamente la ragione per la quale we love this game e andiamo la domenica a fremere, patire e sognare a bordo campo. Perché se a contare fossero solo le qualità tecniche dei singoli, i risultati si saprebbero già in anticipo e sai che brivido… Per fortuna che lo “spirito” c’è! Soprattutto per quelle realtà – come Fidenza – che non potranno mai vincere il campionato dei portafogli.

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Intervista a Matteo Bertolazzi, play di Vigevano

Bertolazzi 1Pubblico solo ora l’intervista fatta la scorsa settimana a Matteo Bertolazzi. Purtroppo non sono riuscita a farla prima, chiamatela pigrizia, chiamatela stanchezza ma non sono riuscito. Piccola premessa che secondo me inquadra bene il carattere di Matteo: circa tre settimane fa, giorno più giorno meno, presentando la premiazione annuale della F.I.P di Parma per L’Informazione, avevo scritto che sarebbe stato bello veder premiato anche Matteo Bertolazzi, promosso in A2 lo scorso anno. Apriti cielo… la cosa ha disturbato molti. Ovviamente sempre parlando in piccolo, giusto quelle 10 persone che hanno letto il pezzo. Ovviamente quando l’ho detto a Matteo lui si è schernito, dicendo che ricevere dei premi fa sempre piacere, ma la cosa non lo ha disturbato per niente. Any way… ho deciso di fare un’intervista a Matteo Bertolazzi, ragazzo di Parma, playmaker titolare a Vigevano in A2 (si c’è “uno” di Parma che gioca in serie A). Sono ormai 3 anni che lo intervisto da una a due volte all’anno, e penso che sia giusto farlo, sia per un riconoscimento all’atleta sia per far sapere ai più giovani, che anche partendo da Parma si può fare strada (a patto di avere la stessa costanza e passione di Matteo, oltre al talento). Visto che l’intervista è di mercoledì o giovedì scorso, non si parla della partita giocata (e persa), contro la corazzata Brindisi.

Stefano – Ciao Matteo, ti ho lasciato dopo la promozione in A2 con Vigevano e ti ritrovo titolare a quasi 30 minuti di media.

Matteo – L’abbiamo buttata ma abbiamo giocato bene.  Una sconfitta che brucia un po’, anche perché potevano andare a 4 vinte e 6 perse, e 3 su 3 in trasferta.

S – Torni in A2 dopo un anno in B1 e due anni dall’esperienza con Pistoia sempre in A2. Quest’anno però hai tanto spazio.

M – E’ vero, a Pistoia giocavo comunque 22 di media, ma sono cambiate le responsabilità. Durante il mercato la società ha deciso di non prendere americani nel mio ruolo, come anche per Ghersetti. Questo è stato un bel segnale per me, e infatti il coach ha puntato anche sul nucleo della B1, un bel vantaggio per cominciare la stagione.

S – A 30 anni come vivi questa nuova esperienza?

Bertolazzi 3M – La sto vivendo con grandi motivazioni. La situazione a Vigevano è ideale, e in confronto a Pistoia due anni fa, mi sento più responsabilizzato. Voglio dimostrare di essere un giocatore di A2, di poter appartenere a questa categoria. In B1 (ora A Dilettanti), ho dimostrato tutto quello che potevo dimostrare: sono diventato un giocatore importante, ho giocato da protagonista in due squadre che hanno conquistato la promozione. Adesso l’obiettivo è continuare a crescere a piccoli passi e trovare ogni volta nuovi stimoli. Ho allungato il contratto anche per l’anno prossimo, per tornare ancora in A2. Il nostro obiettivo è mantenere la categoria.

S – Quali sono le differenze maggiori tra la vecchia B1 e l’A2?

Bertollazzi 2M – Fisicità e atletismo, che sono mediamente superiori. Con la presenza degli stranieri, che possono essere due extracomunitari, un comunitario e un passaportato, tutto il gioco si velocizza, il ritmo di gioco è più elvato. Fortunamente nel mio ruolo non trovo spesso molto più alta di me, più bassa è davvero difficile, non ci sono insomma tanti play di 1 e 95, dei giganti, ma sono molto rapidi. L’importante è farsi trovare mentalmente pronti, per il resto ho la possibilità di esprimermi.

S – Hai parlato di stranieri. Com’è il rapporto con gli americani. Quanto è difficile fargli capire in che mondo sono arrivati e il modo di giocare qui in Italia?

M – Per quanto mi riguarda, e anche per il fatto di parlare bene inglese, ho un ottimo rapporto con loro, mi stanno ad ascoltare.  Alcuni di loro hanno già esperienze in Italia, e Williams ha giocato in Israele. Ovvio che quando firmi un americano devi anche gestirlo, nel senso del gioco ma anche seguirlo nei primi tempi per farlo ambientare. Personalmente ho un ottimo rapporto con loro.

S – Che campionato è quello di Lega2?

M – Equilibrato. Lo scorso anno c’era gente che giocava per salvarsi e il mese dopo per trovare un posto nei playoff. Noi abbiamo un gruppo compatto, e questo può essere un piccolo vantaggio per noi.

S – Quali sono le tue favorite per giocarsi la promozione?

M – Non c’è una squadra in particolare che potrei indicare come favorita. C’è Brindisi, con la quale giocherò domenica, che fino ad ora ha vinto ma non convinto. C’è Rimini, una piazza che con il cambio di proprietà sembra aver riacquistato nuovo entusiasmo. Ha giocatori di grande talento ed esperienza e adesso mette dentro Pecile. Vuole fare il salto di categoria e ha le qualità per farlo. Non scordiamoci di Venezia. Sono queste tre le favorite.

S – E per quanto riguarda i giocatori? Qualche nome di quelli che preferisci.

M – Non ci ho ancora giocato contro ma penso che Bennerman sia proprio un bel giocatore. Anche il play di Sassari Rowe è forte.

S – Italiani? Qualche giovane?

M – Su tutti Melli, che è tornato dall’infortunio e si sta riprendendo bene. E’ sceso di categoria Di Giuliamaria, che può fare la differenza. Fantoni si sta confermando ai suoi soliti alti livelli. Vorrei anche spendere una parola per il nostro Ganeto, un ragazzo del 1987 molto importante nella promozione e che ora sta tenendo bene il campo.

S – A proposito di Melli. Cosa pensi della sua decisione di dire no ad un eventuale trasferimento a Milano nel mese di gennaio, per finire le superiori a casa sua?

M – Fortunatamente per lui ha la fortuna di vivere in una città che ha una squadra in A2 e un’ottima tradizione. Penso che faccia bene, per la scuola ma anche perché tornando da un infortunio al ginocchio, deve poter giocare tanto e con continuità. Io ho avuto il suo stesso infortunio e so che ci vuole un anno per tornare ai livelli di prima dell’infortunio, poi lui è talmente giovane che può permettersi di lavorare con calma. Però non deve perdere l’occasione e deve andare a giocare al massimo livello il prima possibile.

S – Di lui si parla anche in ottica NBA.

M – Ha le qualità, ma sono convinto che 2 o 3 anni in una squadra di Eurolega siano obbligatori per maturare al meglio.

S – L’ultima domanda. Da ragazzino ti aspettavi di poter arrivare dove sei ora?

M – Ci speravo e ci contavo, e di conseguenza ho sempre fatto tanto per arrivarci. Sono partito dalla B2, poi lo sbarco alla Virtus Bologna, in un settore giovanile di altissimo livello. L’obiettivo è vivere questa esperienza al meglio, lavorare per meritarmi la categoria e dare il massimo, e poi il bello deve ancora venire: fino a quando non smetterò di giocare cercherò di migliorarmi come giocatore.

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Le pagelle del Cariparma SiGrade Volley

Terzo appuntamento con le pagelle del mio collaboratore Jack Bauer.

GIORIA  6.5: Piccolo passo indietro rispetto alle ultime due ottime prestazioni. La regista piemontese non è sempre precisa nelle alzate, complice anche una ricezione che non sempre la favorisce. Le attaccanti ducali non decollano, ma lei non molla e continua a fare il suo lavoro. Dai suoi turni al servizio, il Cariparma SiGrade ottiene break importanti.

CONTI  6.5: La capitana ducale fatica molto nella prima parte di gara, parendo la controfigura della giocatrice spietata delle ultime due partite. Mister Micoli però le dà fiducia e lei ha il carattere di riprendersi soprattutto nel terzo e quarto set. Non è la sua miglior giornata, ma da capitano reagisce e mette a terra alcuni palloni importanti.

Maria Luisa Elli 1ELLI  8.5 (la migliore): Senza dubbio la migliore in campo. Dall’inizio dello scorso anno è in crescita costante e continua a fare progressi. Ormai è un punto fermo del sestetto ducale. Superlativa la sua prestazione: in attacco è praticamente infallibile e a muro è un vero incubo per le attaccanti piemontesi. Firma 16 punti alla fine, conditi da 6 muri. Per una centrale un bottino davvero super.

CROZZOLIN 6.5 : A muro non è incisiva come la collega di reparto, ma in attacco si fa sentire. Con Gioria non trova sempre l’intesa giusta, ma firma ugualmente sette punti. Quando la ricezione darà maggiori garanzie, il suo bottino di punti aumenterà di sicuro.

BRUSSA 6 : Schierata nello staring six, patisce un po’ il momento iniziale poco felice di tutta la squadra. Prova comunque a far rimanere a contatto la squadra nel primo parziale con alcuni attacchi a tutto braccio, poi Micoli decide di sostituirla per dare spazio a Santini. Ci si aspetterebbe un suo ritorno in campo al posto di Conti, ma la ripresa del capitano induce il tecnico ducale a non rigettarla nella mischia.

SENKOVA 6.5 : Giocare contro il tuo partner di vita (Bruno Napolitano, tecnico di Chieri, è suo marito…) non dov’essere certo facile e Jana pare soffrirne un po’ ad inizio gara. Poi pian piano la giocatrice ceca si scioglie e, seppur con qualche difficoltà in più rispetto al solito, mette a referto punti importanti per la vittoria. Questa la volta la sfida in famiglia la vince lei.

SACCO 7,5: Davvero un’ottima partita quella del libero perugino. Con le compagne che faticano, riesce a tenere a galla da sola la ricezione senza commettere errori. Tanti palloni tenuti vivi in difesa portano la sua firma.

SANTINI 7.5 : Gettata nella mischia dopo l’1-0 di Chieri, la schiacciatrice fiorentina si rivela una delle chiavi del successo. Il suo ingresso infatti dà quell’equilibrio che mancava alla squadra. Le sue battute in salto creano parecchi grattacapi alla ricezione ospite; in attacco poi mette a terra diversi palloni che scottano. La sua grinta e la sua carica hanno fatto davvero comodo alla squadra di Micoli.

CORNA e CIRILLI 6: Vengono mandate in campo per qualche spezzone di gara ed entrambe non sfigurano. La stagione è lunga e troveranno certamente più spazio in futuro.

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La pallavolo vola, la pallacanestro femminile zoppica e quella maschile proprio non riesce a fare due passi decenti in fila…

Solito riassunto di inizio settimana. Intanto anticipo che, tra questo pomeriggio e domani mattina, posterò un’intervista fatta con Matteo Bertolazzi, che ho sentito mercoledì (o giovedì, non ricordo). Prima però parliamo di quanto successo in questo fine settimana, e questa volta iniziamo dalla pallavolo che sta letteralmente volando.

Maria Luisa Elli

Maria Luisa Elli

Le ragazze di Micoli hanno piazzato un colpo importante, muovendo in modo significativo la classifica. Il Cariparma SiGrade infatti, vincendo contro (3-1) contro Chieri, si è portato in seconda posizione nella classifica generale, ad una lunghezza di distanza da Aprilia e Carpi, quest’ultima caduta contro una Pontecagnano davvero sorprendente. Protagonista della partita di Parma, Maria Luisa Elli, che ha dominato a muro (sei, mica bruscoletti) e si è fatta sentire in attacco chiudendo con 16 punti. Sempre positiva Senkova, che ha piazzato tre muri pesanti oltre alla solita doppia cifra di punti. Una vittoria che oltre a mettere in mostra il talento e la forza di Parma, ne ha sottolinato anche il carattere, visto che la gara non era iniziata nel migliore dei modi, con le ospite avanti 1 a 0 nel punteggio. Domenica prossima ci sarà la trasferta a Busnago, squadra che segue Parma in classifica. Domani come al solito le pagelle della partita e in settimana (sperando di non fare promesse da marinaio), se riesco dovrei anche postare un’intervista…

Naomi con la nazionale

Naomi con la nazionale

Domenica vincente anche per il Basket Parma, che ancora una volta riesce ad agguantare i due punti in volata, grazie ad un canestro a 2″ dalla fine di Jennifer Screen, che ha risolto una partita dal punteggio basso 55-54 (un’abitudine per Parma). Se il Lavezzini (lo sponsor è stato premiato dall’Assessore Ghiretti per i tanti anni di impegno nello sport), non è squadra spettacolare, è altrettanto vero che la formazione di Michelini gli somiglia terribilmente: non molla mai, è dura ed ha carattere. Sotto 36 a 45 alla fine del terzo, il Basket Parma ha piazzato un parziale di 19 a 9 chiuso dai due punti finali di Screen. Ancora una volta bene Halman, che sta dimostrando di poter essere un fattore, almeno nella sua metà campo.

Rimaniamo sul basket in rosa e parliamo di Borgotaro, che sul campo di Marghera ha trovato la seconda sconfitta consecutiva (69-61), la quarta del campionato. Niente drammi, in trasferta si può perdere, specialmente contro una squadra fisica come Marghera, che ha massacrato le ragazze di Iurlaro a rimbalzo (44 a 25 il conto finale), e con i canestri da sotto. Purtroppo per Borgotaro, oltre a Iemmi e Martini, Iurlaro non è riuscita a trovare una terza protagonista. Se fanno canestro almeno in tre la Roby Profumi può giocarsela con tutte, altrimenti c’è bisogno che Iemmi faccia sempre 30, ok che la ragazza è forte (tanto), ma anche lei ha dei limiti, e comunque spremerla troppo in questo inizio di campionato potrebbe essere controproducente. Sabato Borgotaro sarà impegnata nella seconda trasferta consecutiva (e così il conto sairà a 5 trasferte contro 3 partite in casa): avversario di turno Bolzano. Una partita importante per cominciare a sgranare la classifica, ma anche per misurare la febbre alle borgotaresi, per vedere di che pasta sono fatte.

Chiudiamo con la Siram Fulgor Fidenza, sconfitta (malamente 75-65) da Montecatini, non proprio la prima della classe (e nemmeno la seconda o la terza… o la quarta). La vittoria contro Omegna nel turno infrasettimanale di mercoledì aveva illuso molti, offuscando anche la lucidità di analisi nel dopo partita. A proposito, capisco che possa essere una cosa normale, ma non sapete quanto mi dia sui nervi vedere tutte le persone che dopo una vittoria prendono d’assalto il tavolo delle statistiche, quando, in caso di sconfitta, c’è il deserto. Come dire dalle stalle alle stelle e ritorno. Ghizzinardi ha riproposto il quintetto che tanto bene aveva fatto nel primo quarto della gara contro Omegna, ma sfortunatamente la mossa non ha dato gli stessi effetti. La Fulgor è partita male, ha recuperato nel secondo quarto per poi crollare nel terzo periodo. Una trasferta è sempre una trasferta, ma non è possibile condere così tanto a Montecatini. Praticamente, tranne Agostini tutti gli altri hanno bucato la partita. I 20 punti di Nanut sono solo decorativi, arrivati con un pessimo 4 su 11 dal campo e condite da 7 (sette!) palle perse. Ora, non sono così ingenuo da non capire che Nanut deve fare pentole e coperchi per questa squadra e che la qualità del suo gioco ne risento in maniera massiccia, ma viaggiare a quasi 5 perse a partita mi sembra esagerato. Domenica arriva a Fidenza Jesolosandonà, squadra a 0 punti e con ogni probabilità la maggior candidata alla retrocessione, a meno che la Fulgor non abbia niente in contrario e regali due punti anche ai giovani veneti.

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Le pagelle di Minetti Vicenza – Cariparma SiGrade Parma

Secondo appuntamento con le pagelle del mio amico Jack Bauer…

GIORIA 7: La palleggiatrice piemontese conferma il suo buon momento di forma, dirigendo con saggezza e lucidità il gioco parmigiano anche in terra vicentina. Sulla sua ficcante battuta, Parma riesce ad ottenere break importanti; alcune sue difese poi sono da applausi. L’intesa con le centrali migliora di giornata in giornata, anche se la ricezione non ha permesso di sfruttarle a pieno; quella con Brussa va ancora perfezionata, ma siamo sulla buona strada.

Andrea Conti

Andrea Conti

CONTI 7,5 (la migliore):

Le tre stagioni passate a Vicenza erano una motivazione in più per la capitana ducale, che fin dai primi palloni della gara ha fatto capire quanto ci tenesse a ben figurare. In attacco è un punto di riferimento costante per le alzate di Gioria e lei non tradisce la fiducia. I suoi lungi tentacoli si sentono eccome anche a muro, dove Vicenza sbatte per ben 4 volte.

 

CROZZOLIN 7: Gara in crescendo quella della centrale trevigiana. Con una ricezione poco precisa non riesce inizialmente ad incidere. Quando poi Gioria riesce a servirla con continuità, diventa imprendibile in attacco. A muro è la solita certezza; in battuta poi è brava a creare grattacapi alla ricezione avversaria. Nel terzo parziale fa la differenza.

ELLI 7: Una giocatrice poco appariscente ma quasi sempre efficace. Gioria predilige il gioco in banda e le occasioni per mettersi in mostra sono poche. L’importante però è che in quelle poche occasioni il punto sia in cassaforte per il Cariparma. Il suo ottimo lavoro a muro poi, non fa più notizia…

SENKOVA 7,5: La sua prestazione non è mostruosa come domenica scorsa, ma a tratti Jana è ancora immarcabile. Molto bene nel primo set, dove si alterna a Conti come principale terminale offensivo; nel parziale successivo poi si scatena. Una furia in attacco, una saracinesca a muro (ben 3 nel set). Difficile chiederle di più…

BRUSSA 6.5: Lanciata da Micoli dall’inizio, parte molto contratta. Soffre in ricezione ed è troppo fallosa in attacco, forse per un’intesa ancora non perfetta con Gioria. A poco a poco però si riprende, mostrando grande agilità in difesa e mettendo a terra diversi palloni in prima linea.

SACCO 7 : Con Brussa in difficoltà e con Senkova che non è una specialista, è chiamata agli straordinari in ricezione. Regge bene l’aggressività del servizio vicentino, oltre a compiere alcuni grandi interventi in difesa. Su tutti una palla praticamente sotto rete che riesce miracolosamente a tenere viva.

SANTINI 6: Partita per la prima volta in panchina per far spazio a Brussa, entra nel terzo parziale dando il suo contributo alla causa: firma due punti in attacco, tra cui il punto della vittoria finale.

Contro la sua ex squadra probabilmente avrebbe preferito giocare di più, ma quando si vince, il riscatto degli ex passa in secondo piano.

CORNA 6: Entra nel finale di terzo set per fare un po’ rifiatare Gioria. Pochi scambi per stampare un bel muro e servire alcune alzate precise.

GIBERTINI 6: Breve apparizione per lei nella gara per sopperire alle difficoltà di Brussa in ricezione. Svolge il suo compito bene, tenendo vivo anche un super attacco vicentino.

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Rugby a riposo. Sotto rete si vince, male invece con la palla a spicchi.

Con il rugby a riposo, ci possiamo concentrare su pallavolo e pallacanestro. Non è stato un fine settimana molto felice per le squadre ducali: Fidenza è stata messa ko dall’ex Luca Rossi in uno scontro diretto che a fine campionato potrebbe pesare molto, il Basket Parma è stato sconfitto a Venezia, mentre la Roby Profumi è caduta in casa contro Cagliari. Sorridono invece le ragazze della pallavolo, vincenti in trasferta a Vicenza.

Daniele Magro

Daniele Magro

Anche se non è molto galante, parto coi maschi. Fidenza esce sconfitta dal campo di Osimo dopo una partita raddrizzata nel secondo tempo, ma che ha evidenziato ancora una volta tutti i difetti della Siram: poca difesa sul perimetro, poco gioco offensivo e le solite amnesie che ogni volta costano la partita. Sento i tifosi che discutono sulla gestione dell’ultimo possesso, affidato a Nanut che ha poi sfondato. Penso che si debba focalizzare l’attenzione non su questi particolare (che pure sono importanti), ma su tutto quello che c’è stato prima. Fidenza ha perso la partita nel primo tempo dove, come al solito, ha concesso caterve di punti, che l’hanno costretta ad inseguire per tutta la gara. Nelle sette partite giocate dalla Fulgor, sono stati ben sei i primi quarti dove la squadra di Ghizzinardi ha incassato 20 o più punti: 22 contro Riva, 23 a Treviglio, 23 contro Verona, 23 nella proibitiva gara di Bologna, 20 e 24 rispettivamente contro Forlì e Osimo. Di solito non mi piace puntare il dito contro i singoli, ma è indubbio che il motivo di questo lassismo difensivo sia da ricercare nella coppia Avanzini Nanut. Attenzione, non voglio in nessun modo mettere in dubbio la buona volontà di Abo e Patrick (chi li conosce può fare le sue valutazioni), ma di certo la difesa non è una loro qualità. Non è un caso che nel momento in cui è entrato in campo Bonacini le cose siano cambiate radicalmente: il problema è che Davide è entrato solo all’inizio del secondo quarto, troppo tardi. In tutto questo grigiore però bisogna cercare di vedere qualche scorcio di azzurro, come i miglioramenti di Magro (altra doppia doppia), la crescita esponenziale di Bonacini e il rientro di Marko Micevic, oltre al fatto che Jesolosandonà sembra destinata a non schiodarsi mai dall’ultimo posizione in classifica. Il morale di allenatore, squadra e tifosi è sotto i tacchi, ma è proprio adesso che bisogna restare uniti e reagire al meglio, già mercoledì in casa con Omegna.

I tab. della gara tra Osimo e Fidenza

Sconfitta anche per il Basket Parma, che affrontava Venezia. Le ragazze di Stefano Michelini hanno reagito bene alla partenza razzo di Venezia, salvo poi cedere alla distanza, dove sono mancate le energie e i canestri delle migliori giocatrici di Parma. Le attenuanti per una sconfitta del genere ci sono tutte: Summerton, la prima opzione offensiva di Parma, è rientrata da poco e deve riprendere il feeling con la gara, Zara e Micovic non erano al massimo fisicamente, come anche Halman, mentra Ajanovic è ancora out. Per il Lavezzini è indispensabile che Sreen torni a dare il solito contributo offensivo: la guardia australiana è tra le migliori rimbalziste del campionato (9 di media), ed ogni volta che entra in campo ci mette l’anima, ma se una delle tue straniere tira col 33% da 2 e il 28% da 3, il tuo potenziale offensivo cola a picco. Il prossimo turno con Livorno potrebbe rilanciare Parma, in attesa di tornare al completo e al massimo della forma.

Stessa sorte è toccata alla Valtarese, che domica ha ospitato in casa la Virtus Cagliari, seconda forza del campionato, che è riuscita a passare sul campo del Borgo dopo una partita molto fisica e dura. Ho sentito Francesco Iurlaro, prima per prenderlo un pò in giro per la sua Pesaro (ancora a quota 0 in classifica), poi per chiedergli qualche impressione sulla partita. Ecco le sue parole

“Siamo partite male, salvo poi riuscire a riprenderle. E’ una sconfitta che ci può stare, perchè loro sono una squadra forte e molto fisica. Non voglio cercare alibi, perchè la loro vittoria è meritata, ma nell’ultimo quarto il conto dei falli è stato 10 a 4 con noi che siamo andati subito in bonus. Avrei voluto un metro più costante durante tutta la gara, ma sono ugualmente contento della nostra partita”

Ho visto che non avete tirato benissimo con le esterne, c’è stato qualche motivo in particolare?

“Una serie di fattori: non riuscivamo ad appoggiare dentro la palla con costanza vista la presenza di giocatrici grosse e atletiche, e così abbiamo dovuto giocare molto sul perimetro. In più Gloria Marchini si è fermata per un dolore al ginocchio e l’uscita per falli di alcune esterne ci ha accorciato la rotazione. Però ripeto, mi è piaciuto il nostro atteggiamento, perchè in una partita dura e fisica non ci siamo tirate indietro”

Bella prestazione per Silvia Martini (per mia fortuna altrimenti poteva sembrare che portassi sfiga), che chiude con un doppia doppia da 13 punti e 15 rimbalzi, supportata solo da quella di Catellani. Imprecisa al tiro Checca Iemmi, ma non si può chiderle sempre la luna.

I numeri di Parma e Borgotaro

cariparma sigrade 2009 2010Passiamo sotto rete, alla vittoria del Cariparma SiGrade, che domenica sul campo di Vicenza ha infilato la quarta vittoria consecutiva, la terza per 3-0. Un’affermazione importante, arrivata contro un avversario di spessore come Vicenza. La squadra di Micoli ha dominato al servizio e a muro, dimostrando di avere un potenziale importante per puntare molto in alto. Parma ha grandi ambizioni, ma l’importante è avere anche pazienza, perchè il campionato è lungo, e per ottenere risultati bisogna lavora tanto. Domani secondo appuntamento con le pagelle della partita.

I numeri di Conti e compagne

 

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Silvia Martini… palla a spicchi e libri a tempo di musica.

Nel caso andasse male col basket?

Nel caso andasse male col basket?

Incontro Silvia Martini al Barilla Center, e se non avessi qualche capello bianco mi potrebbe sembrare di essere tornato indietro di 15 anni, ai primi appuntamenti. Silvia arriva puntualissima, e dopo i saluti di rito ci avviamo verso il Colibrì, più intimo e meno frequentato della San Biagio. Ci sediamo ad un tavolino: Silvia, che ha allenamento alle 19 e 30, prende un caffè, io che invece non devo far niente mi prendo un Martini (mi sono accorto della coincidenza solo a casa). La nostra chiacchierata comincia subito, e mi accorgo di avere di fronte una ragazza sveglia, molto appassionata di pallacanestro e disponibile a scambiare due chiacchiere. La prima domanda è ovviamente sull’inizio di stagione, suo e della squadra, che dopo le prime due sconfitte ha centrato tre vittorie molto importanti, per la classifica, ma anche per dimostrare che la Valtarese 2000 targata Roby Profumi, sarà una squadra da tenere in considerazione durante l’anno.

Stefano – Com’è stato questo inizio di campionato per voi?

Silvia – Il cambiamento più grande che abbiamo dovuto fare è stato nella mentalità con la quale affrontare il campionato. L’A2 è molto diversa dalla B1, e per noi lo scorso anno è stato particolare perché abbiamo vinto molto. Affrontare la stagione avendo fisso l’obiettivo salvezza è la priorità.

St – Le differenze più grandi che hai potuto notare in queste prime cinque partite quali sono?

S – Il livello è superiore, la B1 è molto fisica, ma qui trovi giocatrici molto più forti, e quello che prima veniva facile adesso non lo è. Però, a parte le prime due sconfitte, siamo riuscite a calarci al meglio in questa nuova esperienza: contro Alghero per esempio, siamo state anche sotto ma abbiamo avuto la forza di rientrare e vincere.

St – Per te cos’è cambiato? Avevi già fatto l’A2 una volta, ma ora il tuo ruolo è diverso.

S – In confronto a due anni fa il mio minutaggio e le mie responsabilità sono cambiate radicalmente. Sento di avere la fiducia di Francesco (Iurlaro n.d.r.), ma anche di tutta la squadra, e questo mi da molta tranquillità. Nel passaggio di categoria ho dovuto modificare il mio modo di giocare: lo scorso anno ero molto più interna, ora per forza di cose devo cercare di giocare più sul perimetro. Sono un 4 atipico, non sono molto alta, ma se in B1 trovavo delle ali con caratteristiche simili alle mie, quest’anno incontro gente con tanti centimetri e tanti chili. Devo puntare tutto sulla mia atipicità.

St – Hai parlato della fiducia che ha in te il tuo allenatore. Cosa ci vuoi dire di Francesco?

Francesco Iurlaro dopo la finale promozione

Francesco Iurlaro dopo la finale promozione

S – Sono molto contenta di poter giocare per lui. Francesco mi ha convinta a rimanere al Borgo. Due anni fa, dopo la retrocessione in B1, mi era venuta voglia di cambiare, di provare un’esperienza al di fuori della città. Sono stata molto vicina a Reggio Emilia, ma Franci mi ha convinto a rimanere e devo dire che non me ne sono pentita.

 

 

St – Come vivi il fatto di essere allenata da un coach così giovane?

S – In effetti Francesco è giovane, ma visto che io lo sono molto di più mi sembra comunque vecchio… ad ogni modo è molto bravo, ha una grande passione, conosce la pallacanestro e soprattutto è un ragazzo che non sta con le mani in mano, si aggiorna. Ci sono molti allenatori che fanno il loro compitino, arrivano in palestra allenano e poi basta. Con lui è diverso, è sempre disponibile a parlare, a confrontarsi, e questo secondo me è dovuto anche al fatto che avendo giocato sa pensare come un giocatore. Questo mi da molta tranquillità.

St – Da quello che mi dicono è un periodo che è sempre al cellulare. C’è del movimento?

S – In effetti è molto impegnato col cellulare, ma non mi sbilancio (ride)

St – Cambiamo argomento: come hai cominciato a giocare a basket?

S – Penso come molti altri giocatori della mia età: a 9 anni ho visto una partita di Michael Jordan, ovviamente mi è piaciuto il gioco e mi sono detta: perché no? A scuola facevano il minibasket e così ho iniziato. Penso che non potrei fare nessun altro gioco di squadra, l’unico che mi piace è il basket.

St – I tuoi primi allenatori sono stati?

S – Campanini e Carlesi, ma la mia prima vera allenatrice è stata Sabrina Montalcini.

St – Sei ancora giovane, il tuo obiettivo è quello di arrivare in A1, magari sfruttando anche la collaborazione tra la Valtarese e il Basket Parma?

S – Quando facevo le superiori sognavo di giocare in A1, di diventare una “professionista”. Adesso non è il momento, c’è la crisi e vivere di solo basket, almeno quello femminile, è davvero difficile. Mi sono iscritta all’università (Biotecnologia), riesco a conciliare bene l’attività sportiva con quella accademica, però se ci dovesse essere mai l’occasione, a Parma, non direi di no, ma non ci perdo di certo il sonno.

St – Hai una giocatrice di riferimento o una che stimi in particolare?

S – Sinceramente seguo poco il basket femminile perché mi annoia. Diciamo che quando era a Parma ho avuto la fortuna di vedere Griffith, ma mi piaceva anche Roth e Zimerle. Tra gli uomini il mio giocatore preferito è Stonerook, anche perché è un 4 atipico, che sa giocare sul perimetro. E poi confesso di avere una passione per Ginobili, è per lui che indosso il numero 6.

St – Quindi sei una Virtussina?

S – Certo!!!

St – Passiamo oltre che è meglio… Hai detto che non ti piace guardare la pallacanestro femminile perché ti annoia. Cosa bisognerebbe fare per renderla più spettacolare?

S – Vista la natura del basket è inevitabile che quello femminile sia meno spettacolare, perché certe cose sono difficili da replicare per le donne. Gli uomini puntano molto sull’atletismo, mentre le donne per forza di cose devo curare di più gli aspetti tecnici. Non saprei cosa si potrebbe fare per migliorare il gioco, forse abbassare i canestri almeno potrei provare a schiacciare.

St – A proposito di te, cosa sai fare meglio in campo e in cosa, invece, vorresti migliorare.

S – La mia specialità è andare a rimbalzo, è un istinto innato. Nonostante mi sia rotta il ginocchio proprio andando a rimbalzo, continuo a farlo senza paura. Al contrario vorrei vedere meglio il campo, i raddoppi che arrivano. Giocando dentro non è facile, ma Franci mi sta facendo giocare più sul perimetro e questo mi piace.

St – Passiamo al rapporto con la tua squadra. Che tipo di compagna sei? Divertente, simpatica oppure una stronza?

Silvia, col numero 6 di Ginobili

Silvia, col numero 6 di Ginobili

S – No non sono stronza, cerco sempre di farmi gli affari miei, di non impicciarmi, ma questo non vuol dire che non mi piaccia scherzare. Purtroppo tra impegni di lavoro e studio non usciamo molto spesso assieme, ma quando lo facciamo ci divertiamo. Sono anche un po’ arteriosa, la Cecilia (Camisa n.d.r.), mi chiama pesce palla.

 

 

St – Hai mai fatto a botte con una tua compagna di squadra?

S – No, anche se a volte avrei voluto. E’ uno dei difetti di uno spogliatoio femminile: ci teniamo tutto dentro, ci ricordiamo ogni cosa. Per i maschi è diverso, magari si mettono anche le mani addosso, ma poi finisce tutto e si comincia da capo.

St – Cosa mi dici di Checca Iemmi: alla sua età fa ancora delle prestazioni del genere…

S – Iemmi è un talento innato, capisce il gioco, fa dei recuperi allucinanti, ha una reattività e una velocità stupefacenti. E poi è tosta.

St – Cosa ti affascina della pallacanestro?

S – Non mi annoia mai, mi tiene con lo sguardo incollato sul campo fino all’ultimo, e poi è vario, mai scontato, fluido e armonico. Ho una grande passione, guardo l’Eurolega, l’NBA, dove tifo per Ginobili, i Cavs e Toronto. Cleveland perché c’è LeBron James che non è umano, Toronto perché ci sono due italiani.

St – Oltre al basket quindi nel tuo tempo libero cosa fai?

S – Libri e musica. Quando finisco un libro devo cominciarne subito un altro, e poi tanta musica (la ragazza ha un blog, moooolto interessante http://theroomfullofmirrors.spaces.live.com n.d.r). Inoltre mi piace andare al cinema e guardare i film.

St – So che hai due nipotini, li vuoi salutare?

S – Certo, sono Luca e Giulia, il primo ha quasi un anno, la seconda 2 e mezzo, e adesso mi imita in tutte le cose che faccio. Abitando vicino a casa mia quando viene a mangiare da noi alla domenica vuole vedere la partita con me. E poi mio fratello mi ha detto che anche lei fa il borsone, dice che deve andare a far allenamento e a dare un esame all’università.

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Le pagelle del Cariparma SiGrade

Posto il primo articolo del mio nuovo collaboratore. Una voce competente per quanto riguarda la pallavolo. Non avendo il dono dell’ubiquità, ho deciso di coinvolgere altre persone in questo progetto. Jack Bauer (questo è lo pseudonimo che vuole usare), darà i voti alle ragazze del Cariparma, un modo interessante per andare oltre il semplice risultato della partita.

Buona lettura a tutti.

- GIORIA 7.5: Prova maiuscola quella della regista piemontese, che giostra nel migliore dei modi il gioco ducale. Grazie ad una ricezione positiva, può tenere calde tutte le sue attaccanti mettendole nelle migliori condizioni per concludere in maniera positiva (Senkova ringrazia….). Presente anche in difesa e a muro nonostante quest’ultimo non sia certo il suo fondamentale migliore.

- CONTI 7.5: Dopo le prime tre partite, mancava ancora all’appello la vera Andrea Carolina Conti dello scorso anno. E ieri, la capitana del Cariparma SiGrade, ha risposto presente alla grande. 16 i punti finali dell’opposta argentina, frutto di un ottimo 52% in attacco oltre a 3 pesanti muri. Decisiva nel secondo set, dove firma 8 punti che contribuiscono a conquistare il parziale in maniera perentoria per 25-11.

- CROZZOLIN 6.5:  Non ripete la super prestazione mostrata con Donoratico, ma si rende ugualmente molto utile alla causa parmigiana. Non viene servita molto in attacco, dove chiude comunque con un eccellente 50%. La sua presenza a muro è costante; utilissima per rigiocare diversi palloni in difesa.

- ELLI  6.5: Come accade per la compagna di reparto, è chiamata in causa in poche occasioni in attacco. I suoi 6 punti però non sono cosa da poco, anzi, si rivelano importanti perché avvengono proprio nei momenti più delicati della gara.

- SANTINI 6: Rimane in campo meno di un set, perché l’ingresso di Brussa si rivela una scelta azzeccata. Nel periodo in cui è in campo però, ci mette tutta la propria grinta per trascinare le compagne.

JANA SENKOVA- SENKOVA 8.5 (la migliore): Quando Jana gioca così, è praticamente impossibile da fermare. Attacca da ogni posizione del campo, sempre con la stessa potenza e con lo stesso risultato: mettendo palla a terra. Tiene in ricezione nonostante sia la più cercata da Verona, recupera diversi palloni in difesa, fa malissimo a muro agli attacchi avversari (ne firma ben 4), e in attacco la sua “furia ceca” si scatena. 19 punti per lei, senza dubbio la migliore in campo. Una Senkova così, può fare davvero la differenza.

- SACCO 7: Il suo compito da libero è quello di ricevere, e lo esegue davvero bene. Nessun errore e quasi 80% di positività: dati che hanno certamente facilitato il compito della regista Gioria. In difesa è una presenza fissa, sempre al posto giusto al momento giusto. All’inizio del terzo set ha anche il suo momento di gloria: una sua super difesa finisce direttamente nel campo di Verona. Un piccolo riconoscimento meritato per chi come lei gli attacchi li vede eseguire solo dalle compagne.

- BRUSSA 7,5: Viene gettata nella mischia al posto di Santini nella parte finale del primo parziale, proprio nel momento più delicato. Nessun problema, perché Natalia entra subito nel vivo del match firmando 2 punti decisivi che contribuiscono al successo del parziale. Micoli le dà fiducia anche nel prosieguo della partita, e lei ripaga il proprio allenatore nel migliore dei modi, rivelandosi un’ottima alternativa in attacco a Senkova e Conti. Chiuderà con 11 punti in poco più di due set giocati e con il 53% in attacco. Davvero niente male. Molto più che una buona riserva….

- GIBERTINI: s.v.   – CORNA, TRAVAGLINI, CIRILLI: non entrate

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Fine settimana: maschi 0, femmine 3. Ancora una volta lo sport in rosa è il solo vincente.

Altro fine settimana a due facce per lo sport ducale, almeno per quanto riguarda basket, pallavolo e rugby.

Tre sconfitte e tre vittorie. Restano al palo le formazioni maschili, con il Gran spazzato via da Treviso, la Rugby Parma sconfitta in casa da Viadana e la Fulgor Fidenza fermata da Forlì. Sorridono invece le ragazze: importante vittoria per il Lavezzini Basket Parma, vincente in rimonta sul Geas S.S. Giovanni, grande vittoria esterna della Valtarese Roby Profumi, vincente in trasferta grazie ad un grande ultimo quarto. Anche sottorete la stagione sta prendendo una piega positiva, con la Cariparma SiGrade che infila la terza vittoria in fila, liquidando Verona con un secco 3 a 0.

Partiamo con ordine dando uno sguardo al rugby. Il campionato si ferma circa un mese per dare spazio alla seconda tornata di coppa e per permettere alla Nazionale di giocare i test match invernali, ma prima della pausa si è giocato un turno importante, che si è concluso con due sconfitte per le formazioni di Parma. Due incontri non facili, uno (quello del Gran) proibitivo, un’altro quasi: la squadra di Mey ha giocato a Treviso nell’anticipo di venerdì sera, una partita che il PlusValore ha interpretato bene nel primo tempo, ovvero fino a quando le forze l’hanno sorretta. Nella seconda frazione Treviso ha dilagato. Giova ricordare che il Gran era in grande emergenza d’organico, ma purtroppo la classifica non tiene conto delle assenze e adesso, con la vittoria di Roma e il punto di bonus guadagnato da Venezia, la squadra del presidente Bandini è ultima da sola. Non è durato tanto il primato della Rugby Parma, che sabato è incappata nella prima sconfitta interna della stagione (sul campo del XXV aprile è caduta anche Treviso). Una sconfitta arrivata contro la seconda forza del campionato, la Montepaschi Viadana. Dopo questo stop, la squadra del duo Sgorlon Mazzariol sarà chiamata ad un turno di coppa importante per i giallo blu, che dovranno cercare di ribaltare quanto successo in trasferta, una impresa non certo facile, ma che potrebbe nobilitare una stagione già di per se importante. RISULTATI, MARCATORI E CLASSIFICA DEL SUPER10

Pallacanestro… diciamolo chiaramente: per fortuna ci sono i giovani di Jesolosandonà. Per fortuna di Fidenza, sconfitta ancora, questa volta da Forlì. Le attenuanti per questo brutto avvio di stagione (una vittoria e cinque sconfitte) sono tante, prima fra tutte l’assenza di un giocatore come Marko Micevic, essenziale per questa squadra e per i suoi equilibri. Il calendario non è stato dei migliori: Fidenza ha incontrato Riva del Garda che ha perso solo due partite per un punto, poi è stato il turno di Treviglio, bestia nera della Fulgor e squadra comunque di fascia alta. Altre due trasferte, a Verona contro una squadra attrezzata per far bene, e contro la corazzata Fortitudo, per poi chiudere appunto con Forlì. Ho già espresso più volte il mio pensiero sulla squadra. Non è certo costruita nel migliore dei modi, cosa che non capitava da tanto a Fidenza. Sento qualche tifoso che critica senza riserve Marcello Ghizzinardi, ma pur avendo le sue colpe (Bonacini deve giocare prima e di più), il coach lombardo sta facendo il massimo con i mezzi che ha a sua disposizione. Fidenza non vince e non è bella da vedere, e soprattutto non difende, specialmente in due posizioni, quelle di play e guardia, un problema che va risolto. Domenica c’è la gara più importante di questo girone d’andata, la trasferta contro Osimo, dove sarà obbligatorio vincere. PER CHI FOSSE INTERESSATO AI NUMERI

Vincono invece le due formazioni femminili che militano in A e A2. Il Lavezzini sconfigge la Geas, una vittoria d’oro che ha restituito una Summerton in grande crescita, unica in doppia cifra per Parma. L’ala australiana ha segnato 15 punti sui 48 della sua squadra. Partita non proprio spettacolare (per usare un eufemismo), ma che vale comunque due punti in classifica e può dare quel coraggio che serve per andare a vincere a Venezia, la prossima avversaria delle ragazze di Michelini. LA TV DEL BASKET PARMA

Dalla A1 all’A2, con la bella e importante vittoria esterna della Roby Profumi, che sta disputando un grande avvio di stagione, infilando la terza vittoria consecutiva. La squadra di Francesco Iurlaro (che si consola per le sconfitte della sua Pesaro, ancora al palo in A), in attacco si è affidata alle solite bocche da fuoco, Checca Iemmi (30 punti in 38 minuti), Gloria Marchini e Silvia Martini. Di quest’ultima uscirà un’intervista in settimana, doveva essere programmata per la scorsa, ma purtroppo la febbre mi ha impedito di lavorare. Che dire, bene per Borgotaro, per le ragazze, per il presidente Del Nevo e i suoi collaboratori e per Iurlaro, al debutto in A2 dopo aver fatto scintille lo scorso anno.

A1 E A2: I TABELLINI DELLE GARE

Per chiudere la pallavolo. Intanto vi anticipo che domani pubblicherò le pagelle della partita di domenica, dando il via ad una serie di collaborazioni per coprire al meglio tutte le squadre. Il mio ospite, che si cela dietro lo pseudonimo di Jack Bauer, si occuperà della pallavolo. Ovviamente mi faccio fin da ora garante per tutto quello che comparirà sul blog, ma sono sicuro che queste pagelle saranno lucide e prive di ogni pregiudizio.

Detto questo, mi sembra giusto parlare delle ragazze del Cariparma, che hanno liquidato la pratica Verona con un bel 3 a 0. Dopo la prima sconfitta non avevo sentito girare delle belle voci: la società ha investito tanto, ma mi sembra palese che la via giusta per vincere sia il lavoro, un aspetto importante e fondamentale per il modo di allenare di Stefano Micoli, che ha dalla sua tutta la squadra. 25-22, 25-11, 25-21: grande protagonista Jana Senkova, ma anche Andrea Conti e Brussa. Oltre alle pagelle cercherò di intervistare anche una delle nuove arrivate, per conoscere meglio la squadra. IL TABELLINO DELLA GARA CONTRO VERONA 

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