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Cariparma ko casalingo… ci vorrebbe una piccola vacanza…

GIORIA 5: Dare colpe alle ricezione per la sua prestazione opaca sarebbe sbagliato. La regista piemontese non riesce a mettere in ritmo le sue attaccanti nel corso della gara: la colpa è da attribuire a metà tra le sue alzate troppo spesso imprecise e la giornata no di tutta la squadra. Non è un caso che Micoli cerchi la staffetta con Corna per migliorare la situazione.

CONTI 5.5: La capitana viene riproposta dall’inizio nel ruolo di opposto e parte con il piede giusto. A poco a poco però cala alla distanza e non trova più l’efficacia di inizio gara. Troppo a corrente alternata nel corso del match.

TRAVAGLINI 6: Lanciata da titolare per far rifiatare Elli, la centrale marchigiana si fa trovare pronta nelle poche occasioni in cui Gioria la chiama in causa. Con il fondamentale del muro che non funziona, è lei la sacrificata a d uscire già nel corso del secondo set. Forse meritava di restare in campo più a lungo.

CROZZOLIN 5: La centrale trevigiana finora non sta rendendo come ci si aspettava. Alzate sbagliate di Gioria o suoi errori? Difficile dirlo. Certo è che nessun muro messo a segno in quattro set è un dato insolito per quella considerata da tutti una delle migliori centrali dell’A2. Per rialzarsi, il Cariparma SiGrade ha bisogno anche di lei.

BRUSSA 5: Dopo la prestazione da incorniciare di Loreto, l’argentina non si ripete. Spostata da opposta a schiacciatrice tiene in ricezione, ma in attacco fatica troppo e i sui attacchi vengono respinti dal muro avversario in più occasioni. Deve cercare di trovare maggior continuità nelle sue prestazioni, visto che il suo potenziale non si discute.

SANTINI 5: Non sta vivendo certamente il suo miglior momento di forma. Da qualche partita infatti, non riesce più ad essere incisiva in attacco come accadeva in precedenza. Senkova e Brussa però non bastano per mettere a terra i palloni pesanti, serve che anche la schiacciatrice fiorentina ritrovi in fretta fiducia e convinzione.

GIBERTINI 6.5 (la migliore): Micoli concede un turno di riposo a Sacco e l’atleta parmigiana si fa trovare pronta come sempre. In ricezione non sbaglia praticamente nulla e recupera anche alcuni palloni importanti in difesa. Una delle poche note positive della sfida.

CORNA 5.5: Con Gioria che fatica a mettere in partita le compagne, Micoli prova a inserirla in più occasioni. La giovane alzatrice bergamasca però, non riesce a dare quel cambio di ritmo alla squadra e a trovare i punti di riferimento in attacco.

ELLI 5.5: Viene mandata in campo nel secondo set per dare manforte al muro; la centrale milanese però, come la collega di reparto Crozzolin, non ne timbra nemmeno uno. In attacco fa il suo, anche se non basta per cambiare l’inerzia della gara.

SENKOVA 5.5: Micoli sperava di concedere un turno di riposo alla sua stella, ma la brutta piega che prende la partita costringe a cambiare i piani in corsa. La ceca viene mandata in campo dal finale del primo set; questa volta però non riesce a fare la differenza come capita solitamente. Evidentemente la generale giornata da dimenticare di tutta la squadra coinvolge anche lei, che non riesce a far evitare alla sua squadra una pesante sconfitta.

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Le sorprese della A-Dilettanti, di Corrado Lori

Si parla sempre di squadre-sorpresa. Quasi un concetto mistico: la “rivelazione” del torneo… Individuarle è facile: basta guardare la classifica.

Più difficile è invece individuare i giocatori-sorpresa. Chi è un giocatore-sorpresa? Ovvio: uno che ha reso di più (possibilmente molto di più) di quanto ci si potesse aspettare. Un giovane che “esplode”; un giocatore già in pista da tempo ma mai valorizzato a dovere, che magari trova l’ambiente/l’allenatore/i compagni/il ruolo giusti; un campione magari già dato per decotto e invece capace di tirar fuori la classica “seconda (o terza!) giovinezza”… Sono solo alcuni esempi di una casistica ampia e articolata – ogni giocatore-sorpresa ha il suo perché.

Ho provato a fare un elenco, naturalmente circoscritto al campionato che seguo, il Girone A della A Dilettanti, quello della Siram Fidenza. Valutazione strettamente personale, mi assumo piena responsabilità per ogni omissione.

Inizio da tifoso: Fidenza. Qualcuno a inizio stagione aveva avanzato perplessità su Bonacini secondo play. Ma Davide – classe ’90, non dimentichiamolo – ha messo tutti a tacere, prendendo coraggio e sicurezza col passare delle partite: 12 punti e 24 minuti la sua media nelle ultime 7 giornate. Adesso il suo cambio di velocità in entrata e la sua difesa cominciano a far gola anche ai piani superiori.

Forlì. Che Masciadri fosse un giovane destinato a lasciare il segno a questi livelli era già chiaro dall’anno scorso, quindi lui è fortissimo ma non si può definire una sorpresa. Chi invece avrebbe scommesso su Frassineti? Sembrava destinato a un ruolo classico: il ragazzo cresciuto in casa. Bravo, a volte determinante, ma mai così bravo da diventare un leader. Un giocatore “di nicchia”, specialista del tiro da 3 e basta. Matteo, ancora under (’87), è invece il capocannoniere (17 al colpo) e uno dei trascinatori della VemSistemi seconda in classifica, con un bagaglio offensivo ben più ampio del “solito” ciapa-e-tira dal perimetro. E con tanta leadership nei momenti topici. Come ha detto il suo allenatore Di Lorenzo: “Un super!”.

Ozzano. Ok, il Gira è tutto una sorpresa. Però i “miracoli” di squadra comportano grandi stagioni individuali. Si potrebbe fare un copia-e-incolla del pezzo su Frassineti per Ranuzzi. Anche lui nel “giro” B1 da anni, anche lui “bravino, interessante, ma…”. Quest’anno Alex ha spazzato via quel “ma” con alcune prestazioni dove, al di là della forza di squadra del PentaGruppo, l’ha decisa lui, mettendo i canestri nel momento decisivo, quelli che segnano i grandi.

A Ozzano gioca anche Stojkov, play ’89 di grande talento e personalità. Quanti avrebbero avuto il coraggio di puntare su una guida in campo così giovane e inesperta? La risposta del giovane macedone è stata perentoria: 28 minuti e più di 4 assist al colpo. Dopo che l’ho visto battere il Bonna uno-contro-uno, io non ho dubbi: questo finisce in Serie A.

Brescia. Nella Leonessa il nome da appuntarsi è Crow. Gambe che arrivano in cielo, mezzi atletici da paura. E tanta sfrontatezza, e “fame”. Uno-contro-uno, tiro, rimbalzi. In più atteggiamento vincente, che ha definitivamente cancellato il ricordo della retrocessione a Fossombrone.

Omegna. Tutti ad aspettarsi il trio delle meraviglie Rossi, Carra, Picazio. Ma, chiunque arrivi nella Paffoni, le cifre migliori del roster le ha sempre e comunque il “guerriero” Ferraro: 12 punti e 7 rimbalzi a partita, quasi 17 di valutazione media. Innocenzo non è una scoperta, va alla grande da due anni, ma confermarsi, in mezzo a tanti campioni, non era né scontato né facile.

Montecatini. Parente. Sì, lo so, Davide è un giocatore affermato, già una Finale-promozione e un’esperienza in LegaDue per lui. Però veniva da due stagioni molto così così a Castelletto, che in qualche modo ne avevano sminuito l’appeal. Quante squadre, di quelle che vanno per la maggiore, si sono fatte avanti per averlo quest’estate? Naturalmente non lo sappiamo, ma Montecatini non mi sembra società in grado di aver fatto chissà quale offerta. La risposta sul campo è stata perentoria. Se l’Agricola è in piena bagarre-playoff lo deve alla mano di Carrizo ma anche alla regia, ai passaggi e ai recuperi di Parente.

Osimo. Da tanto tempo Gennari languiva a lungo in panchina a Trapani. A Osimo il peso della lotta sotto canestro è praticamente tutto sulle sue spalle – uno dei motivi per cui in tanti pronosticavano per i marchigiani una stagione di grande sofferenza. La replica di Andrea: 37 minuti a partita, quasi doppia doppia di media, con 9 punti e 11 rimbalzi. Possibile che nessuno se ne fosse mai accorto prima di cosa è in grado di fare questo ragazzo?

Trento. Giocare a basket e fare Gentile di cognome non è un vantaggio. Penseranno tutti che sei il solito raccomandato, messo lì dal papà. Invece Stefano a Trento sta dimostrando di essere lì perché ci sa fare: 27 minuti a partita, 11 di media + 3 assist. Soprattutto: personalità da vendere. Mica male per un ’89!

Trieste. Come non puntare su di un ’91 che fa 10 punti e 21 minuti a partita? Spanghero ha faccia tosta – forse persino troppa, ma se non vuoi spaccare il mondo in campo a 18 anni, allora quando? Contro la Siram si è preso l’ultimo tiro. Ha sbagliato – per fortuna! – ma quanti, anche ben più anziani di lui, si sarebbero tirati indietro? Il suo high è da incorniciare: 22 alla Fortitudo al PalaDozza. Un posto dove secondo me Marco tornerà a giocare “da grande”…

Per concludere, due scorrerie fuori porta, ficcando il naso nei campionati vicini, per due sorprese con i fiocchi. L’anno scorso, arrivato a metà campionato, è stato uno dei protagonisti dei playoff vittoriosi di Vigevano. Ma Ganeto ha deciso di esagerare, e al suo primo anno in LegaDue sta facendo una stagione super, con punteggi e minutaggi in continua ascesa. Anche grazie a lui la MiroRadici sta volando verso i playoff. Ma Gabriele è destinato comunque a salire in Serie A

L’ultima sorpresa lo è meno – o più? – di tutti. Come si fa a considerare una sorpresa Mario Boni? Mario ne farà tra poco 47 (anni, non punti), e scagli la prima pietra chi non ha pensato che forse stavolta non ce l’avrebbe fatta a vincere l’ennesima sfida. Io, lo confesso, ero convinto che lo scoccare del 2010 sarebbe stato troppo persino per lui e che il 1963 stampato sulla carta d’identità avrebbe avuto la meglio sulla classe e la insaziabile voglia di canestri di questo fenomeno, anche nella più abbordabile B2. La risposta sul campo è stata più terrificante di un bombardamento-napalm: 31 minuti, 26 punti, 11 rimbalzi e 26 di valutazione di media! Giù il cappello davanti a Sua Maestà SuperMario! Lo aspettiamo l’anno prossimo al derby Fidenza-Piacenza. Per buu-arlo, naturalmente, se no che gusto ci sarebbe?

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Pallavolo: Parma – Aprilia

Sfida al vertice (che ho avuto il piacere di vedere) che va ad Aprilia, che conquista punti d’oro per consolidare il primo posto. Sinceramente, anche se Parma è andata in vantaggio per 2 a 1 (dopo essere stata sotto di un set), Aprilia mi è sembrata più forte, più quadrata. Il campionato è lungo, però questa sconfitta taglia le gambe a Parma e fa volare Aprilia.

Di seguito le pagelle. Mi scuso per averle scordate la settimana scorsa, ma non sto più scrivendo perchè lavoro troppo (strano ma vero)

GIORIA 5.5: Non convince la regia della palleggiatrice piemontese. Scelte troppo prevedibili (Senkova, Senkova e ancora Senkova…) e centrali dimenticate per gran parte della gara. E’ reattiva in difesa tenendo vivi diversi palloni, ma troppe alzate imprecise non aiutano il Cariparma SiGrade a battere la capolista.

CONTI 5: La capitana argentina è la controfigura della giocatrice ammirata una settimana prima ad Ancona. Aprilia evidentemente l’ha studiata bene e lei non riesce ad entrare in partita. La sua gara dura meno di un set.

CROZZOLIN 6.5: In attacco è un po’ più servita della compagna di reparto Elli, e riesce ad incidere maggiormente. Col passare della gara cresce alla distanza, soprattutto a muro, dove riesce a regalare alcuni punti pesanti proprio nelle fasi più calde dei set. Nel tie-break viene sostituita da Micoli; un cambio davvero sorprendente che lei fatica a digerire…

ELLI 5: Gioria la serve pochissimo ed è vero, ma lei non fa nient’altro per farsi vedere. Anche nelle ribattute a filo rete, non sempre interviene con la giusta cattiveria. Sei punti in cinque set sono davvero troppo pochi.

SENKOVA 7: Solita prova di grande generosità quella della schiacciatrice ceca, una delle ultime ad arrendersi. Attacca una miriade di palloni, e con il prolungarsi della gara, accusa un po’ di stanchezza e i suoi attacchi sono un po’ meno efficaci che all’inizio. 24 punti però, sono quasi un set vinto da sola; forse il Cariparma SiGrade dipende troppo dalla sua stella.

SANTINI 5.5: In attacco fatica enormemente; il muro di Aprilia infatti legge benissimo i suoi attacchi. Importanti due attacchi consecutivi nel terzo set in un momento di black-out generale. In ricezione commette alcuni errori e non riesce ad essere sempre precisa.

Sacco
Sacco

SACCO 8 (la migliore): Davvero una grande partita quella del libero perugino, probabilmente la migliore da quando indossa la casacca ducale. Se il Cariparma SiGrade riesce a stare in partita è merito dei suoi strepitosi interventi difensivi. Tantissimi i palloni recuperati in seconda linea che fruttano rigiocate per le compagne. Peccato che non sia sufficiente per la vittoria.

BRUSSA 6.5: Entra sul finale di primo set al posto di Conti e cerca subito di dare una scossa alla squadra. In attacco è un po’ a fasi alterne nel corso della gara (peccato per i 6 errori), ma è senza dubbio la principale spalla di Senkova.

CORNA 5.5: Micoli non è soddisfatto della prova di Gioria, così anche la giovane alzatrice bergamasca trova spazio in più frangenti. Piazza un muro importante nel quarto set, ma dalle sue mani troppo spesso escono palloni imprecisi per le attaccanti.

CIRILLI 5.5: Scampoli di gara per lei. Un paio di attacchi buoni, ma due errori in ricezione pesanti, soprattutto quello sul 21-20 Aprilia del quarto set.

TRAVAGLINI s.v.

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Cariparma SiGrade – Club Italia

Sonia GioriaGIORIA  7 (la migliore): Chi pensava ad un turno di riposo per vedere all’opera la giovane Corna si era sbagliato. Micoli infatti si affida ancora una volta alla sua regista piemontese e lei non fa pentire il suo tecnico per la scelta. Certo, il muro ospite è il meno esperto del campionato, ma in ogni caso il suo lavoro in regia è sempre lucido. Serve palloni precisi e non a caso tutte le attaccanti ducali chiudono con ottime percentuali in attacco.

CONTI  6.5: Parte un po’ con il freno a mano tirato e si scoglie pian piano. Una volta presa confidenza comincia a martellare la difesa romana, che fatica a contenerla. Aggiunge anche un paio di ace al suo bottino. Decisamente la migliore nel terzo parziale.

CROZZOLIN 6.5: Subisce un paio di murate, ma mette a terra anche alcune fast da applausi. Si fa trovare pronta a muro e con i suoi servizi crea parecchi problemi alla ricezione avversaria.

ELLI  6: Poco appariscente, ma efficace nelle poche volte in cui è chiamata in causa daGioria, che forse la risparmia per match più complicati. Micoli la fa un po’ rifiatare nel terzo set.

BRUSSA s.v. : Per il poco che fa la votazione non sarebbe sufficiente, ma giudicare una giocatrice sostituita sul 4-4 del primo set sarebbe troppo severo. Parte nel sestetto base e subito incappa in un paio di errori; a quel punto Micoli la spedisce in panchina non riproponendola più in campo. Un cambio troppo severo, soprattutto in una gara abbordabile come quella con il fanalino di coda.

SENKOVA  7: Bastano due set alla giocatrice ceca per mettere la propria firma sulla partita. In attacco è praticamente infermabile e le giovani avversarie non riescono mai a contenerla. Micoli spera che possa continuare a giocare su questi livelli anche nel 2010.

SACCO 6.5: Giornata di ordinaria amministrazione per il libero perugino. Le poche occasioni in cui è chiamata in causa comunque risponde con precisione facilitando il lavoro di Gioria.

SANTINI 6.5: Entra per Brussa dopo pochi scambi e come sua consuetudine ci mette pochissimo ad entrare in partita. Bene in ricezione, puntuale in attacco. Questa volta tocca a Brussa guardare dalla panchina…

CIRILLI  6.5: Forse sarebbe potuta partire dall’inizio per dare un turno di riposo a Senkova, ma Micoli non vuole rinunciare alla sua fuoriclasse e decide di mandare in campo Eliana dalla fine del secondo set. La schiacciatrice risponde bene, dando un buon contributo per il successo del terzo parziale.

TRAVAGLINI  6: Poco più di un set come per Cirilli. Cerca di fare del suo meglio per mettersi in mostra. Ottimo il suo turno il servizio che permette al Cariparma di piazzare un break importante nel terzo set.

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Le pagelle di Cariparma SiGrade – Pontecagnano

Tornano le pagelle di Jack Bauer, il mio anonimo collaboratore. Purtroppo la settimana scorsa sono saltate per colpa mia, ma forse (per i pochi che ancora leggono), nell’ultimo tempo non sono riuscito ad aggiornare con costanza il blog. Spero di tornare a regime con il nuovo anno.

Buona lettura

GIORIA  6.5: Buona prova quella della regista piemontese. Se inizialmente fa una gran fatica a servire palloni precisi alle compagne a causa di una ricezione deficitaria, dal secondo set in avanti riesce a variare di più il gioco utilizzando con buona continuità le centrali Elli e Crozzolin, che si rivelano particolarmente efficaci. Con Corna indisponibile non può riposarsi nemmeno per un istante, ma lei non pare soffrirne troppo.

BRUSSA  5.5: Mister Micoli le dà fiducia nel ruolo a lei più congeniale, quello di opposto, ma l’argentina sembra non essere in giornata. Fatica a mettere palla a terra, complice anche il momento iniziale di difficoltà di tutta la squadra, e viene sostituita nel finale del primo parziale. Avrà tante altre occasioni per riscattarsi.

CROZZOLIN  7: Dopo aver saltato l’ultima gara di Volta Mantovana per un piccolo infortunio, torna ad occupare il suo consueto ruolo al centro. Negli ultimi tempi non era particolarmente brillante, ma con Pontecagnano si ritaglia una parte importante nella vittoria. Gioria la chiama in causa spesso e lei risponde presente; ottima anche in fase di muro.

ELLI  7: Inizialmente non pare avere la giusta cattiveria e si fa vedere poco.Quando la gara sale di intensità però, diventa praticamente infallibile in attacco e una presenza fissa e decisiva a muro.

CIRILLI  6: Un po’ a sorpresa scende in campo per la prima volta nello starting six iniziale e cerca di dare il suo contributo. Nel primo parziale giocato male da tutto il Cariparma, lei è una delle più positive in attacco, anche se non è precisa in ricezione. Per dare una scossa alla squadra, Micoli sceglie la carta Santini e lei è la sacrificata ad uscire. La rivedremo sicuramente in campo in altre occasioni, forse già domenica prossima contro il fanalino di coda Club Italia.

Senko CariparmaSigrade -Pontecagnano-110SENKOVA 7.5 (la migliore): Ormai non ci sono più dubbi; la schiacciatrice ceca è il vero punto di riferimento del Cariparma SiGrade. Quando è un po’ sottotono la squadra fatica, quando invece si accende il risultato quasi sempre sorride. Presa di mira come sempre in ricezione, regge bene all’urto, e si scatena in prima linea, alternando colpi di gran classe e siluri imprendibili.

SACCO  7.5: Era da un po’ di tempo che non si vedeva una Sacco così. Le prestazioni un po’ opache dell’ultimo periodo infatti, avevano indotto Micoli a dare spazio anche a Gibertini nel ruolo di libero. Spinta dal desiderio di riscatto, ritrova sicurezza e precisione in ricezione, ma soprattutto tiene vivi tantissimi palloni su cui le avversarie erano già pronte ad esultare.

SANTINI  7: Con la squadra che fatica a girare, c’è bisogno come non mai della sua grinta e spavalderia. La fiorentina, ancora una volta riesce a dare alle compagne la giusta scossa per uscire dalla buca, mettendo a terra alcuni palloni pesanti e dando stabilità alla ricezione. La sua presenza in campo pare davvero indispensabile in questa squadra.

CONTI  7: L’opaca prova di pochi giorni prima a Volta Mantovana spinge Micoli a preferirle Brussa in avvio. Con la connazionale che fatica però, arriva presto il suo momento. La capitana ducale si fa trovare pronta e diventa un fattore importante della gara. Nei momenti più caldi della gara il braccio non le trema e anche Pontecagnano deve arrendersi. Brava a non demoralizzarsi nonostante la panchina iniziale.

PalaRaschi  0, anzi sotto 0: Freddo, freddo e ancora freddo… Temperatura ai minimi storici all’interno del glorioso Palasport ducale, forse dimenticato troppo velocemente in attesa della costruzione del nuovo Pala Eventi (per i più ottimisti tra 3 anni…). Giocatrici in campo con maglie a maniche lunga sotto la divisa da gioco, chi sta in panchina costretta a seguire la gara con guanti e sciarpe. Difficile una situazione peggiore.Peccato per lo spettacolo, ma soprattutto un problema che non si meriterebbe una squadra che cerca il grande salto in serie A1…

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Due settimane d’assenza

13 giorni senza postare. Troppi, ma è stata una scelta forzata. Lavoro (ebbene si), impegni, avvenimenti che ti fanno capire quanto certe persone siano importanti nella tua vita anche se non le vedi mai. Insomma, non ho avuto tempo.

Visto che le cose non sono cambiate in queste due settimane, affido il mio pensiero a Corrado Lori, al suo pensiero lucido e al suo bell’articolo su tre squadre del girone settentrionale della A Dilettanti.

Prometto che tra domani e dopo domani parlerò di Fulgor, Volley, Rugby e chi più ne ha più ne metta.

Stefano

Di Corrado Lori

Prendo spunto dagli ultimi tre avversari della Siram (Ozzano, Brescia e Castelletto) per fare qualche considerazione sulla difficilissima “arte” di costruire una squadra. Sulla carta sembra una banale questione di soldi. Ovvio, se non hai soldi non costruisci nulla, e non si creano roster forti con due euro. Però questa è solo la “tassa di ingresso” nel problema. Il bello viene dopo, quando devi fare le scelte. Lì ci vuole fortuna, ma anche “testa”. E i soldi possono anche fuorviare, specie se sono troppi…

Partiamo da Ozzano. L’idea ispiratrice è: via i “vecchi fucili” a fine carriera, con i quali il PentaGruppo non ha combinato granché per anni, spazio a un gruppo di giovani promesse, con soli 3 senior. Perché un’idea così funzioni devono sussistere alcune condizioni.

Primo: i giovani devono avere talento. Con i “balordi” non si conclude niente.

Secondo: i 3 senior devono avere caratteristiche particolari: reggere il campo per molti minuti (Prandin, Ranuzzi e Perego ne fanno più di 90 in 3 a partita, quasi metà del minutaggio totale della squadra); coprire più ruoli; essere anche giocatori di quantità (rimbalzi, difesa, recuperi…); essere di grande affidabilità sul piano caratteriale.

Terzo: il “manico”. Pochi allenatori sono disposti a rischiare con una formazione giovanissima. Ancora meno sono capaci di farlo con successo.

Quarto: se vuoi che il tuo allenatore lavori bene con i giovani, devi dargli senior adatti al lavoro che intende impostare. Questo è un punto fondamentale che molti trascurano. Salieri è parecchio in gamba e osannato giustamente da tutti, ma è stata anche brava la società a mettergli nelle mani gli uomini giusti per la sua filosofia del gioco. Gli uomini giusti non sono necessariamente i più forti nel loro ruolo. Esempio chiarificatore: Ghersetti è sicuramente più quotato di Perego, ma all’argentino Salieri non avrebbe potuto chiedere la stessa intensità difensiva (e lo stesso spirito di adattamento alle esigenze della squadra).

Quinto: la serenità dell’ambiente. Una squadra giovane ha bisogno di pazienza attorno per crescere. Mugugni e musi lunghi non aiutano, spesso bloccano.

Sesto: essere a due passi dai vivai delle grandi bolognesi (e a 4 passi da quelli di Rimini e Pesaro) è un discreto aiuto se vuoi puntare sui giovani…

I risultati parlano chiaro: 10 vinte – 2 perse: giù il cappello davanti alle scelte del Gira 2009-2010!

Con Brescia il discorso si focalizza su un altro aspetto: la previsione.

Gigi Dallaturca ripete sempre un suo personale mantra: “Un giocatore non fa mai una stagione uguale alla precedente” – in realtà la frase sarebbe in dialetto, ma va bene anche così… Una piccola grande verità che complica maledettamente il lavoro di chi un roster lo deve progettare. Come uno ha giocato in passato si sa: visionature dirette, filmati, numeri… Ma cosa succederà la prossima stagione? Entrano in gioco mille fattori: l’anno in più, la demotivazione o la voglia di riscatto, il logorio fisico, il contesto in cui si inserisce, l’atteggiamento dei compagni, il rapporto con l’allenatore… Prevedere cosa produrrà il mix di questi fattori è davvero una bella sfida. Ci vogliono esperienza, occhio, antenne sensibili, tante informazioni, e una discreta dose di fortuna.

Brescia ci serve come esempio. Chi di noi, dopo la catena di infortuni che l’ha colpito, avrebbe puntato su Federico Maiocco? La Leonessa l’ha fatto, e alzi chi la mano chi non ha pensato: “Mossa azzardata. Federico è veramente bravo. Ma reggerà fisicamente?”. Ebbene sì, finora SuperMaio ha retto. Magari è solo fortuna – che gli auguriamo duratura. Magari però c’entra la scelta di Furlani di utilizzarlo come sesto uomo, con un minutaggio ridotto rispetto al passato. Prima del primo infortunio, Federico giocava quasi 30 minuti di media nella Fulgor 2007-2008. A Brescia ne gioca 23. Meno minuti, meno logorio fisico, meno infortuni. Un teorema che per ora sta in piedi.

Castelletto introduce una terza parola chiave: equilibrio. Parola odiata dai dirigenti di basket danarosi, convinti che basti comprare 5 o 6 fenomeni purchessia per fare uno squadrone. Errore vecchio come il mondo.

Consideriamo il roster della Nobili: Mariani, Rotondo, Conte, Ihedioha, Masieri, Prelazzi. Da prime 5, minimo. Poi si va in campo, e i piemontesi ne perdono 8 su 12. Dov’è il trucco?

Primo: il classico quintetto di tutti attaccanti. Se in campo hai Rotondo, Conte, Masieri e Prelazzi sarà difficile trovare equilibrio nelle soluzioni offensive. Sono 4 cui piace concludere. Ma il pallone è sempre e solo uno. Chi tira?

Secondo: in difesa chi lavora? Castelletto è la seconda peggior difesa dopo Jesolo, con 82 punti subiti a partita. Ma non è una sorpresa, se non hai in formazione nessun specialista della difesa. Investire in un mastino tosto non è da tutti. Ci vuole coraggio e, appunto, attenzione all’equilibrio generale della squadra

Terzo: se ne prendi tanti bravi, ma il roster è corto, finirai per spremere i tuoi campioni e il loro rendimento ne potrebbe risentire. La Nobili ha una rotazione a 8. Risultato: Prelazzi è passato dai 28 dell’anno scorso a 31 minuti a partita, Masieri e Ihedioha da 22 a 25, Mariani da 26 a 35, Conte addirittura da 24 a 36! E Rotondo, in LegaDue, non giocava di sicuro 33 minuti di media. In che condizioni arrivano al finale questi giocatori? Succede così che Castelletto ne abbia perse tante in volata – addirittura 3 ai supplementari. Un campione di meno in cambio di un roster più lungo avrebbe forse giovato alla classifica della Pallacanestro Lago Maggiore…

Considerazione conclusiva: facile, troppo facile, fare queste valutazioni a cose fatte. Il senno del poi che ho usato a piene mani qui è la posizione più comoda del mondo. Il progettista di roster è un mestieraccio perché queste valutazioni bisogna saperle fare prima, e non dopo che le cose sono successe. È il caso di dire: uno sporco lavoro! Avaro di gratificazioni, perché se le cose vanno bene il merito è dei giocatori e del tecnico. Peraltro anche al riparo da grandi critiche, perché se le cose vanno male la colpa è dei giocatori e del tecnico… 

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Consorzio Pallanuoto Parma… uniti per crescere.

i due nuovi acquistiCon colpevole ritardo (giusto quella settimana che non fa mai male), posto un pezzo sulla pallanuoto (con due o tre foto della serata). La settimana scorsa sono andato per il mio giornale (L’Informazione), all’aperitivo di presentazione per la stagione agonistica 2009/2010. Non alla presentazione della Coop, nemmeno a quella della Rari Nantes, sono andato all’aperitivo del Consorzio Pallanuoto Parma, che da quest’anno riunisce tutte e due le società della città. Certo, unire due società (che tra l’altro erano già “amiche”), è più facile che cercare di avvicinarne cinque, o sei o sette, ma sarebbe bello che altri sport guardassero alla pallanuoto per prendere spunto per collaborazioni future. Ad ogni modo, stiamo parlando di pallanuoto e quindi continuiamo a stare in vasca. Dicevo dell’aperitivo di presentazione, un saluto molto informale ma non per questo meno importante. Nel pezzo per il giornale ovviamente ho potuto riportare solo qualche dichiarazione qua e là, ma spero di aver colto il nocciolo della questione, ovvero: la pallanuoto a Parma è attiva, sa quali sono le sue priorità e lavora unita per riuscire a centrare determinati obiettivi.

Parto dall’ultima persona che ho sentito, il rappresentante della FIN per la provincia di Parma, Marco Bellini, che Giuli, Marta, Noeparlando della pallanuoto ducale ha avuto solo parole di elogio e incoraggiamento. <<Il movimento pallanuotistico di Parma è di ottimo livello. In regione è tra i primi tre, dietro Modena e Bologna che però hanno squadre in A2. A Parma c’è un ottimo volume associato ad un ottima qualità, e questo dimostra che dietro ai ragazzi c’è un ottimo lavoro da parte degli allenatori. La novità negli ultimi anni è quella di questa collaborazione che ora è diventata anche più forte, e manifesta chiaramente la voglia di muoversi unitamente verso obiettivi comuni. Entrambe le società sanno che questo momento è quello buono per cercare di crescere: ci sono da assegnare gli spazi per il nuovo impianto che nascerà al Campus, e questa è un’occasione che non ci si può far scappare>>.

under 20Parole chiare quelle di Bellini, che hanno fatto eco a quelle pronunciate prima da Paolo Bertasi e poi da Dario Dinelli, il primo vice allenatore della serie C maschile della Coop e allenatore della B femminile, il secondo ex giocatore e ora Team Manager della Rari Nantes. Partiamo da Paolo, che prima di tutto ringrazio per la collaborazione e per le dritte sui nomi e sulle “cariche” ricoperte dai vari personaggi presenti alla presentazione. Paolo ha esordito parlando ovviamente della collaborazione tra la Coop e la Rari Nantes, della squadra femminile e della novità master <<un modo per tenere legati all’ambiente anche i giocatori più “vecchi”>>. Prima di tutto gli obiettivi stagionali della Coop, sia maschile che femminile <<abbiamo ulteriormente ringiovanito il roster della serie C, che ha tanti giocatori di talento. E’ difficile stabilire adesso quali possano essere gli obiettivi di classifica, mentre è più facile dire che vogliamo far crescere i giovani e fargli fare esperienza. Per quanto riguarda la femminile, vogliamo puntare alle zone alte della classifica anche perché sono arrivate giocatrici importanti come Zuffi e Ferretti e potrebbe anche arrivare un’altra ragazza, un’attaccante>>. Il problema principale della pallanuoto a Parma, oltre alla poca visibilità, è quello degli spazi in piscina. Per intenderci, quando c’era la B, era costretta a giocare ed allenarsi in trasferta, un fatto più unico che raro. Bertasi ha parlato anche di questo <<come negli anni scorsi ci sono difficoltà per trovare a tutti gli spazi adeguati. Anche prima della collaborazione ufficiale, c’era comunque la disponibilità ad aiutarsi tra le due squadre. Ora si potrebbe aprire qualche spiraglio con la costruzione del nuovo impianto che sorgerà tra maggio e giugno al Campus. E’ stato costruito per ospitare la pallanuoto e la speranza è che venga sfruttato>>. Per chiudere Paolo mi ha segnalato il torneo giovanile che si terrà il 20 dicembre. Arrivato alla 22 edizione, questo torneo è uno dei più importanti della regione, e coinvolge 10 squadre, 6 maschili (Under15), e 4 femminili (Under19).

Dalla Coop Nordest alla Rari Nantes, più precisamente con Dario Dinelli, ex centroboa che da quest’anno ha deciso Tavolatadi dire basta all’attività agonistica per dedicarsi pienamente alla nuova avventura di team manager. Da buon attaccante Dario è caricato a molla <<questo aperitivo è per promuovere la pallanuoto di Parma, che non è per niente conosciuta. Se chiedessimo in giro, scopriremmo che il 90% delle persone si stupirebbe nel sapere che nella sua città ci sono delle squadre di pallanuoto. Questa sera però non ci sono squadre, prima di tutto c’è il Consorzio Pallanuoto Parma>>. Dopo questa introduzione Dinelli si scatena e, parlando della Rari Nantes non ha dubbi <<quest’anno non vogliamo vincere il campionato, quest’anno vinceremo il campionato perché siamo troppo forti>>. Il tono è meno enfatico quando Dario parla della situazione spazi piscina <<la situazione è come quella dello scorso anno: abbastanza tragica. Speriamo che si ricordino di noi quando assegneranno gli spazi della piscina nuova, noi di sicuro ci faremo sentire>>.

Insomma, la pallanuoto di Parma non sta con mani in mano. Il campionato è alle porte, speriamo che lo spettacolo sia all’altezza delle aspettative. In bocca al lupo a tutti.

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Le pagelle della settima vittoria consecutiva del Cariparma SiGrade

GIORIA 6.5: Buona prova quella della regista piemontese, che riesce a variare con un pizzico di fantasia il gioco quando la ricezione lo permette. E’ molto più aggressiva del solito, visto che non disdegna alcuni tocchi di seconda veramente preziosi (finirà con 5 punti). Unico neo (anche se involontario): l’alzata sbagliata sul finire del secondo set da cui nasce l’infortunio alla caviglia per Santini.

Natalia Brussa al servizio
Natalia Brussa al servizio

BRUSSA 7 

(la migliore): Dopo la super prestazione di pochi giorni prima contro Roma, Micoli le dà fiducia preferendola per la prima volta a capitan Conti nel ruolo di opposto. Lei dimostra fin dai primi scambi di avere il braccio particolarmente caldo, giocando alla grande per tre set. Nel quarto accusa un po’ di stanchezza e commette diversi errori; poi al tie-break ritrova la vena realizzativa dei primi set. 21 punti e top scorer per la seconda volta di fila: davvero niente male.

CROZZOLIN 6 : Parte alla grande nel primo set, facendo faville in attacco e a muro, poi cala alla distanza. Il momento decisivo sul finire del secondo set: Parma recupera da 20-24 a 23-24 e l’errore in ricezione di San Vito sembrerebbe spianare la strada al pareggio. Sulla ribattuta però, proprio Crozzolin non riesce a chiudere e subisce un muro. Dopo questo errore, la sua partita non è più quella di prima.

ELLI 7: Al contrario della collega di reparto, parte in sordina per poi rendersi grande protagonista. Dal terzo set in avanti fa la voce grossa a muro, mettendo sistematicamente palla a terra quando Gioria la chiama in causa. 13 punti veramente preziosi per il successo ducale.

SANTINI 6 : Bene nel primo parziale, quando tutto il Cariparma gira alla grande, un po’ meno nel successivo. Peccato che nel finale del secondo set una brusca ricaduta metta k.o. la sua caviglia. Dopo la sua uscita, la ricezione ducale soffre parecchio e sente la sua mancanza. Micoli si augura di rivederla in campo al più presto.

SENKOVA 6.5: Jana sopperisce alle sue difficoltà in ricezione con un grande contributo in attacco. Nel secondo e terzo parziale è la migliore delle sue, con attacchi su cui nulla può la difesa pugliese. Meno bene nel primo e nel quarto, anche se al tie-break risponde presente.

SACCO 6.5 : In ricezione tiene complessivamente bene, anche se con qualche imprecisione. La sua presenza costante in difesa permette al Cariparma di rigiocare diversi palloni.

CONTI 6.5 : Per la prima volta da inizio stagione non parte nel sestetto iniziale. Quando però viene chiamata in causa dopo l’infortunio di Santini, è brava ad entrare subito nel vico del match. Entra sul 24-20 San Vito nel secondo set e con tre punti consecutivi (1 attacco e 2 ace) ridà speranze al Cariparma. Anche la battuta del possibile 24-24 è un mezzo ace, che però Crozzolin non finalizza. Viene schierata come schiacciatrice e alla lunga soffre in ricezione; in attacco però fa buone cose tra cui il punto finale del match.

TRAVAGLINI 6 : Micoli le dà spazio nel quarto e nel quinto set al posto di Crozzolin e lei cerca di dare il suo contributo. Le serve sicuramente più spazio per esprimere tutte le sue capacità.

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Impresa del Gran che vince contro Viadana. Borgotaro torna alla vittoria e la pallavolo femminile continua la sua corsa per il primo posto.

L'esultanza del Gran
L’esultanza del Gran

Dopo la “pausa” della settimana scorsa, ripropongo il riassunto di quanto è accaduto in questo week end sportivo, che ha visto il ritorno del Super 10, fermo per permettere alla Nazionale di rugby di giocare i test match. E proprio dal rugby voglio partire, parlando della grande vittoria del Gran Parma, che ieri ha centrato una vittoria pesantissima in ottica salvezza. Quattro punti d’oro arrivati senza il suo miglior giocatore, Tito Tebaldi, in tribuna a riposarsi dopo le fatiche Azzurre e a godersi il suo primo (e speriamo non ultimo), successo con la Nazionale Maggiore arrivato contro Samoa (Tito è stato nominato Man of the Match). Il Gran ha vinto la partita in difesa, tenendo Viadana a 10 punti con una sola meta segnata, e recuperando uno svantaggio che era di 4 punti alla fine del primo tempo, chiudendo la gara con una meta di Cuttina, a 7 minuti dalla fine. Perde invece la Rugby Parma, che non riesce a passare sul campo della matricola terribile Prato. Una sconfitta maturata nel secondo tempo, dove Parma ha concesso due mete ai padroni di casa. Per Parma non è bastato il ritorno di Rubini (due mete), ma almeno la squadra di Sgorlon è riuscita a ripartire dalla città toscana con un punto di bonus che serve sempre.

Clicca per vedere i tabellini delle partite di Gran e Rugby Parma 

Dalla palla ovale alla palla a spicchi. Come al solito in questa stagione, quella che ci fa sorridere è bianca e blu ovvero, i colori del pallone usato nel femminile. In attesa della partita di stasera tra Parma e Schio (andare al palazzetto non sarebbe una brutta idea, in fondo è lunedì sera che dovete fare?), ci pensano le ragazze di Francesco Iurlaro a tenere alto il nome della pallacanestro femminile parmense. Per tornare alla vittoria dopo tre sconfitte, Borgotaro ha dovuto faticare, acciuffare la gara per i capelli e giocarsela ai supplementari. Una vittoria pesantissima, contro una diretta avversaria per la salvezza, e arrivata senza l’apporto di Tania Cavagni, fuori per tutta la stagione a causa della rottura del legamento del ginocchio sinistro (il secondo grave infortunio per Tania). Sotto di tre punti, a mandare la gara ai supplementari è stata la tripla di Francesca Iemmi, scagliata da 9 metri, con Cervia che inspiegabilmente non ha commesso fallo. Nel supplementare la grande protagonista è stata Jessica Becci, che ha segnato cinque dei suoi otto punti nell’over time. Da segnalare anche la prestazione di Silvia Martini, che ha tenuto in piedi la baracca nel brutto inizio di partita, e di Eleonora Castellani, che in 28 minuti ha scritto 15 punti, 8 rimbalzi e 10 su 14 ai liberi per 24 di valutazione.

Iemmi e compagne tornano alla vittoria, ecco i numeri 

Meno bene la pallacanestro maschile, che nell’anticipo di sabato è uscita sconfitta dal campo di Ozzano, punita dall’ex Bobo Prandin, autore di 26 punti e di una partita di grande sostanza. Per la Siram i soliti problemi: prima fisici, con l’assenza di Marko Micevic, e poi difensivi. Fidenza non ha difensori di livello adeguato, ma oltre alle “mancanze” personali, è evidente anche una certa disorganizzazione difensiva, con la conseguenza che gli avversari segnano troppo spesso canestri facili. Ozzano non è certo un campo facile, e la Pentagruppo non è terza per caso, però le tendenze di Fidenza sono queste e non sembra esserci la forza di invertire la rotta. Per fortuna c’è Jesolo Sandonà.

I tabellini di Ozzano – Fidenza 

21 punti per Brussa
21 punti per Brussa

Chiudiamo come al solito con la pallavolo femminile, o meglio con la consueta vittoria della Cariparma SiGrade Volley, arrivata alla sua settima affermazione consecutiva. Una vittoria per 3 a 2 che permette alle ragazze di Stefano Micoli di mantenere il secondo posto alle spalle di Aprilia, e che rafforza ancora di più la convinzione che questa squadra sembra avere qualcosa di speciale dentro. Il campionato è lungo, ma il sogno e l’obiettivo si chiamano serie A: sarebbe bello che anche il pubblico se ne rendesse conto, ma purtroppo il calcio soffoca tutto e tutti… peccato. Come al solito domani posterò le pagelle della partita e, spero non rimanga la solita promessa da marinaio, ho intenzione di fare qualche intervista alle ragazze.

E sono sette. Il Cariparma SiGrade vola.

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Cariparma-SiGrade, le pagelle della gara contro Roma

Con il turno infrasettimanale raddoppiano anche le pagelle di Hang Time. Al contrario di me, il mio “collaboratore” è uno preciso, e stamattina aprendo la mail ecco le pagelle in bella vista, che ovviamente vi ripropongo.

CORNA 6.5 : Micoli opta per un turno di riposo a Gioria in regia e lei, da poco diciannovenne, non fa rimpiangere per oltre due set la più esperta collega di reparto. I suoi 192 cm si fanno sentire eccome a muro, oltre ad alcuni preziosi tocchi di seconda intenzione (ben 6 i suoi punti). Nel terzo set paga un po’ il calo generale di squadra e Micoli la sostituisce; questo però non cancella le buone cose mostrate in precedenza.

CONTI 5.5 : Anche con una palleggiatrice diversa, la capitana ducale fatica a mettere palla a terra, confermando di non attraversare un buon stato di forma. Non è la prima volta che quest’anno viene sostituita a gara in corso, segno che la vera Conti non è ancora esplosa.

CROZZOLIN 6: La ricezione ducale di questi tempi non fa certo faville; la conseguenza? Poche palle giocabili per le centrali, che solo con il muro riescono a farsi notare. Detto, fatto. Piazza alcuni muri importanti, oltre a diversi servizi che fanno soffrire la ricezione romana.

ELLI 6 : Stesso discorso di Crozzolin. Si nota soprattutto nel primo set dove stampa diversi muri sugli attacchi romani. Poi cala alla distanza senza riuscire ad incidere in attacco.

Natalia Guadalupe BrussaBRUSSA 7.5 (la migliore) : Se si dovesse guardare solo la sua prestazione in ricezione il voto sarebbe insufficiente, ma per quello che fa vedere in attacco si merita un giudizio alto. Dal suo braccio vengono scagliati autentici siluri su cui nulla può fare la difesa romana. Per diversi momenti del match è immarcabile e passa anche sopra il muro capitolino. Anche a muro è assai ispirata. Mette a referto ben 24 punti: davvero niente male per un’atleta che spesso parte dalla panchina…

SANTINI 6.5 : La solita prova di grande generosità da parte della schiacciatrice fiorentina, che mette a terra palloni pesanti nel corso della partita, oltre a piazzare benissimo le mani a muro. Anche per lei un po’ di turnover, ma Micoli difficilmente riesce a fare a meno di lei.

SACCO 6 : Come nella gara di tre giorni prima a Busnago, è insolitamente imprecisa in ricezione. Normale che un po’ di stanchezza si faccia sentire anche per chi è costretto ad un lavoro sporco in seconda linea ogni domenica… In difesa comunque la sua presenza si sente.

GIORIA 6: Nel momento peggiore del Cariparma Micoli la getta nella mischia. Rimane in campo da metà del terzo parziale fino a fine match, giostrando con la solita tranquillità il gioco ducale.

SENKOVA 6: Forse sperava di poter usufruire a pieno del turno di riposo concesso dal suo tecnico. Nella situazione più complicata però, il suo ingresso è indispensabile per ridare vivacità e concretezza all’attacco parmigiano. Trova il tempo per mettersi in luce con un paio di ace e di attacchi vincenti.

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